Introduzione

Una illustrazione della Shoah

Una illustrazione della Shoah

Shoah  è un termine ebraico che significa “sterminio”, con il quale si indica la persecuzione e il programmatico genocidio degli ebrei europei da parte del regime nazista nel corso della seconda guerra mondiale. Per indicare l’evento è comunemente, anche se impropriamente, usato il termine “olocausto” (dal greco holókauston, composto di hólos, “tutto, intero” e kaustós, “bruciato”).

v LA PERSECUZIONE DEGLI EBREI TEDESCHI DURANTE IL NAZISMO

Come conseguenza delle idee nazionaliste e razziste proclamate da Hitler nel Mein   Hitler7Kampf (1925), il regime nazista, sin dall’inizio, adottò contro gli ebrei misure di discriminazione sistematica, formalizzate in seguito nelle leggi di Norimberga (5 settembre 1935).

Secondo l’ideologia antisemita e razzista del regime, ebreo era chiunque risultasse avere tre o quattro nonni osservanti della religione ebraica, indipendentemente dalla effettiva partecipazione alla vita della comunità ebraica; mezzo-ebreo era chi aveva due nonni osservanti o era sposato con un ebreo; chi aveva un solo nonno ebreo era designato come mischlinge (meticcio). Ebrei, mezzi ebrei e mischlinge, in quanto non ariani, erano soggetti a leggi e prescrizioni discriminatorie.

v L’ARIANIZZAZIONE DELL’ECONOMIA

Dal 1933 al 1939 Partito nazista, enti governativi, banche e imprese private misero in atto un’azione comune volta a emarginare gli ebrei dalla vita economica del paese. I non-ariani vennero licenziati dalla pubblica amministrazione; gli avvocati e i medici ebrei persero i clienti ariani; le ditte di proprietà ebraica furono liquidate o acquisite da non-ebrei a prezzi molto inferiori al valore reale; i ricavi ottenuti dal trasferimento delle imprese dagli ebrei ai nuovi proprietari (la cosiddetta “arianizzazione” dell’economia) furono assoggettati a speciali tassazioni; gli ebrei impiegati in ditte liquidate o arianizzate persero il lavoro.

v LA “NOTTE DEI CRISTALLI”

VI A 3c. Album 40.1Obiettivo dichiarato del regime nazista prima della seconda guerra mondiale era spingere gli ebrei all’emigrazione. Nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 (la famigerata “notte dei cristalli”), come rappresaglia all’assassinio a Parigi di un diplomatico tedesco da parte di un giovane ebreo, in Germania furono incendiate tutte le sinagoghe e infrante le vetrine dei negozi di proprietà ebraica, mentre nei giorni successivi le SS arrestarono e deportarono migliaia di ebrei. Molti ebrei tedeschi e austriaci decisero di abbandonare il paese senza ulteriori indugi; centinaia di migliaia di persone trovarono rifugio all’estero, ma altrettante si videro costrette o scelsero di rimanere.

Nel 1938 anche il re d’Italia Vittorio Emanuele III ratificò leggi razziali antiebraiche, volute, sul modello di quelle tedesche, dal regime fascista di Mussolini. Ne conseguì un esodo, quantitativamente assai più modesto, di cittadini italiani di origine ebraica e di quanti, come il fisico Enrico Fermi, avevano un coniuge ebreo.

v L’OCCUPAZIONE DELLA POLONIA

Allo scoppio della seconda guerra mondiale (settembre 1939) l’esercito tedesco occupò la Polonia occidentale, che contava tra gli abitanti due milioni di ebrei, i quali vennero sottoposti a restrizioni ancor più severe di quelle vigenti in Germania. Furono infatti costretti a trasferirsi in ghetti circondati da mura e filo spinato; ogni ghetto aveva il proprio Consiglio ebraico cui era demandata la responsabilità degli alloggi (sovraffollati, con sei-sette persone per stanza), della sanità e della produzione. Quanto era prodotto al loro interno veniva scambiato con generi di prima necessità, come carbone e cibo in misura rigidamente razionata. Dagli altoparlanti si sentivano le opere di Wagner, la cui musica era considerata dai nazionalisti la massima espressione dello spirito ariano.

v L’INVASIONE DELL’UNIONE SOVIETICA

Nel giugno del 1941 l’Ufficio centrale di sicurezza del Reich inviò, al seguito delle armate tedesche impegnate nell’invasione dell’Unione Sovietica, 3000 uomini organizzati in corpi speciali con il compito di individuare ed eliminare sul posto la popolazione ebraica dei territori occupati. La notizia dei massacri compiuti dagli Einsatzgruppen (“squadre d’azione”) si diffuse immediatamente nel mondo, ma fu rapidamente rimossa e non provocò alcuna iniziativa da parte dei governi democratici impegnati nel conflitto con la Germania.

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