Introduzione

pigiamaOggi siamo a conoscenza di quanto avvenne nei campi di concentramento nazisti, cioè ciò che era stato scientificamente programmato: Lo sterminio del popolo ebraico. Una ferita in parte ancora aperta, poiché da quell’esperienza non è facile prendere le distanze, in quanto l’elaborazione del dolore e dell’orrore richiedono un’attenta riflessione in grado di far comprendere le cause del perché sia avvenuta. È vero che l’ideologia nazista si basava sul principio della superiorità del popolo tedesco, con la quale si giustificava la politica di aggressione verso le << razze inferiori >>.

In particolare l’antisemitismo caratterizzò la propaganda nazista fin dall’inizio: gli ebrei divennero infatti il capro espiatorio  sul quale scaricare le tensioni sociali e i problemi della società tedesca. Le condizioni perché lo sterminio fosse realizzato furono create dalla guerra a Est che divenne rapidamente una guerra razziale, il cui obiettivo era la colonizzazione dei territori orientali e l’epurazione delle etnie ritenute inferiori. La guerra rappresentò anche l’occasione per realizzare la << soluzione finale >> del problema ebraico. La razionale ferocia che caratterizzò questi avvenimenti sono ben descritti da Primo Levi nel suo libro testimonianza “Se questo è un uomo”.

Ai “duri e puri” dava anche fastidio che gli ebrei fossero un popolo laborioso che gestiva imprese e banche con grande senso degli affari. La distruzione di massa degli ebrei costituisce non solo un momento centrale della storia del Novecento ma anche un monito, un crimine orribile col quale dobbiamo confrontarci quotidianamente per evitare che si ripeta. Dopo la II guerra mondiale, il mondo aveva bisogno di ripristinare il diritto fondamentale della persona di esprimere liberamente il proprio pensiero,di gestire la propria vita secondo le proprie necessità, di professare qualsiasi credo religioso.

La Costituzione italiana e la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo garantiscono tali diritti: la libertà di religione oggi è sancita dall’art. 19 della nostra Costituzione e nell’art. 8 viene riconosciuto a ogni cittadino la possibilità di organizzarsi secondo il proprio statuto. Per evitare soprusi, inoltre l’art. 41 dà la possibilità ad ognuno di avere iniziativa economica e quindi qualsiasi cittadino può creare la propria impresa ed essere così artefice della propria vita e del proprio futuro.